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12月18日 NeL cUoRe Di Un ElEfAnTe....Ed ancora una volta inseguo libellule fatate. Ancora una volta...ma la stanza aveva un aspetto confuso... un misto di sogno e disperazione... un appiglio di oscurità.... la sua pelle scorreva sotto le mie dita come fosse seta ed in quella seta, avrei voluto avvolgermi. Ricordo la condensa di respiri. I sussulti improvvisati e poi quelle parole. Ti amo. Le pareti sarebbero dovute cadere. Come il sipario di uno spettacolo teatrale, lo spettacolo più bello del mondo. La presi per i fianchi. La strinsi a me. La vita viaggia veloce a volte. I dettagli si perdono come schegge di noi stessi. Come un meteorite che perde massa prima della collisione. Le vedi le stelle che ci cadono addosso? Le vedi? Come può la vita bloccarci di colpo, sorprenderci e poi ripartire... come può? Un giorno sarò una persona diversa. Un giorno. La stanza era un buco nel cuore di un elefante. Il calore emanato non era concesso a chiunque ne avesse oltrepassato la soglia. C’erano regole precise e precisi erano gli attimi abbozzati di ogni nostro gesto. Il suo corpo era una nuvola a cui attaccarmi. I suoi occhi, distese verdi in cui rotolarmi senza il più piccolo pensiero. E’ lì che vorrò vivere un giorno. E’ lì che mi abbandonerò un giorno inseguendoti all’infinito. La sua pelle umida. Quel profumo che solo lei aveva. L’avrei fermata sul più bello. L’avrei fermata. A volte fa bene rimandare la bellezza degli eventi. L’attimo finale di qualcosa che vorremmo durasse all’infinito. Ancora una volta mi strinse la mano e guardandomi negli occhi si perse ogni pensiero. Avrei voluto dirglielo. Fermarla e dirglielo. Sono tuo. Solo tuo. Mi uscirono solo due parole. Mi lasciai dietro tutte le sfumature. Ma quando sarai lontana, ricordati. La pioggia ci ha investiti in un tiepido pomeriggio di maggio. Ricordati dei miei occhi nei tuoi occhi. Le tue parole nelle mie parole. Quel cane che ci portò lontani. Ricordati. Tutto quello che non le dissi riecheggia come poesia rarefatta in un cielo troppo piccolo.
Mi mancano già i tuoi attimi di panna e cielo. Mi mancano.
12月1日 In FeDe SoFiO.... Quante storie si nascondono dietro due mani che si stringono? Quante strade passano attraverso un abbraccio? L'andamento veloce del tempo scalfisce i dettagli di vite casuali... di eventi irrisolti... di parole lente... lontane... quante storie degne di essere raccontate restano tacite, silenziose, racchiuse tra due parentesi fatte di carne, sangue, ossa. Una volta mi divertivo ad osservare i particolari... sguardi... silenzi.... violenze non dette di animi irrequieti... vedevo un uomo una donna e capivo... una volta quegli e due dovevano essere amanti, poi... ed ogni volta mi meravigliavo. Mi meravigliavo della bellezza nascosta dietro le cose non dette, offuscate. A volte mi spaventavo e mi spavento ancora. La paura di silenziosi sguardi che alimentano pensieri proibiti, trasandati, a volte forzatamente repressi. Perchè ogni storia è diversa da un'altra ed ogni volta non è mai la stessa storia. Ho una paura immensa di quello che può diventare l'animo umano quando una nuvola di fuliggine nera offusca il sole. Ho paura. Avrei voluto essere invisibile. A volte. Per seguire l'andamento nascosto di decine di vite. Come quella volta che nel sottopassaggio della stazione quei due si scambiavano le loro lacrime ed allora io mi chiedevo se quello che stava accadendo d'avanti ai miei occhi, non fosse per sempre. Era una perversione, la mia, malata, assuefatta dalla fantasia e dall'immaginazione di voler conoscere i perchè o per lo meno immaginarli. Conoscere i meccanismi di ogni vita consequenziale. Chiedermi come mai nessuno fosse mai riuscito a racchiudere tanta bellezza in un artefatto... chiedermi cosa sarebbe accaduto dopo... come l'ultima scena di Casablanca... gli addii nei film, sono davvero degli addii? La verità a volte si spoglia della bellezza dell'immaginazione e resta così... nuda, cruda, violentata. Resta solo la delusione... altre volte è talmente bella che vorremmo fermare il tempo solo per esserne spettatori il più a lungo possibile... avessi avuto una macchina fotografica, avrei rubato ogni momento... ogni istante, anche se non è in mio diritto... la bellezza degli eventi... delle storie.... la bellezza dei silenzi... degli sguardi... del non detto... del mistero che si cela dietro ogni piccolo gesto, ogni piccola mossa involontaria... la bellezza del decadente procedere del tempo.... della vita stessa che ci rende spettatori prigionieri di storie. Storie che alla fine si mescolano ogni giorno involontariamente. Storie. Un enorme romanzo in cui ognuno di noi scrive il proprio capitolo, senza rendersene conto... senza scegliere le parole, deciderne i contenuti, correggerne almeno la grammatica, gli errori. E' assurdo. Perchè dietro ogni vita, c'è sempre una storia degna di essere raccontata.
In fede
Sofio |
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