| Sofio 的个人资料La GeNtE sTa MaLe日志列表网络 | 帮助 |
|
3月30日 RiFlEsSiOnI sU uNa SeRaTa VuOtaScende la nebbia in una sera come tante. A volte credo di dimenticare l’esistenza del giorno. A volte non attendo altro che un’altra serata. Una serata come questa. In giro, con un paio di amici, chiedendoci chi siamo, dove siamo finiti. Dove sono finite tutte quelle grandi promesse che ci avevano fatto da bambini. Siamo guerrieri contro giganteschi mulini a vento. Siamo angeli neri che vivono ancora grazie ad una speranza. Una speranza che sta per morire, perché non c’è niente di più terribile di un cuore che si adatta all’andamento naturale degli eventi. Non c’è niente di più terribile di un’anima che si lascia morire lentamente perché non le è stata concessa alcuna grazia. Non c’è niente di tanto terribile di un amore destinato a morire. Forse, sono solo un cacasotto. Forse ho paura di tutta questa vita. Forse ho paura di tutte queste onde che ogni giorno mi travolgono, ed io, non oppongo la minima resistenza. Mi lascio trascinare… Alla deriva, come una vecchia zattera trasandata. Questa è la mia vita, ed io ho mollato la presa, per la paura di farmi troppo del male. Ed in mezzo a questa nebbia che ci appesantisce i capelli, che li rende sporchi, umidi, cerchiamo un modo per salvare almeno un paio di ore dall’oblio del fancazzismo. Pippetto continua imperterrito a fumare le sue Marlboro alla menta che suo zio gli ha portato dalla Francia. Il Nero cammina quasi fosse un fantasma. Ed io, mi sento una fottuta ombra. Forse sono solo l’ombra di me stesso. Tutto quello che resta di un corpo vuoto. La solitudine di un sogno che si allontana. Entriamo in un pub che un tempo ha fatto la storia di questo paese. Il punto di incontro di giovani sfollati alla ricerca di un motivo per poter andare avanti. Ci sediamo al bancone. Vedo ricordi sbiaditi passarmi d’avanti agli occhi. Li saluto, ma loro non rispondono. Il mio primo bacio, a diciassette anni. Troppo tardi. O forse troppo presto per poterci dare un senso compiuto. Sara. Chissà cosa ne è stato delle tue labbra umide, dei tuoi occhi verde acqua,delle tue mille parole superflue. Chissà cosa ne è stato del tuo gioco perverso, delle tue domande inutili, del tuo sorriso fasullo di seconda mano, delle tue bugie al caramello. La prima volta che mi sono innamorato. Non ho dimenticato. No, non l’ho fatto. Si è solo alleggerito il senso degli eventi, quel valore che attribuiamo agli avvenimenti, alle persone e che il tempo sbiadisce senza una reale motivazione. Perché ogni volta che amiamo qualcosa, siamo realmente convinti che sarà per sempre. Poi qualcosa si rompe. I castelli crollano. La sabbia al sole si asciuga e si sgretola, e tutto torna alla sua piatta realtà. Ma è il naturale scorrere della vita, fatta di treni che passano una sola volta, di azioni che sappiamo che non potremmo mai più compiere, perché ci sembrerebbe tutto una ripetizione continua, una brutta copia di qualcos’altro, un remake maldestro ed inconcludente. Se solo ci immaginassimo il giorno seguente, se solo riuscissimo ad immaginare come ci si sente la mattina dopo, quel vuoto che ci avvolge con una presa decisa, che ci rispedisce con i piedi per terra e che fa male, più male di una sigaretta spenta sul tuo braccio. Più male della lama di un coltello. E quel giorno, sai sempre che non hai più niente da perdere e che dovrai rialzarti e ricominciare tutto da zero, perché qualcosa, dentro di te è cambiata, è andata via ed allora, davvero …Io non tremo… ed allora, davvero …è solo un po’ di me che se ne va… perché ci sono cose che quando le regaliamo, sono andate per sempre, e la nostra speranza è solo quella che chi le avrà raccolte, saprà trattarle nel migliore dei modi. 3月24日 WaItInG fOr SpRiNgUna mattina. Siamo seduti ad un tavolino all'aperto del solito bar. Marzo ci ha travolti. Un po' di sole, un assaggio di come potrebbe essere, ma in realtà non è. Quello che non c'è ci circonda con il suo torbido candore. Nina è seduta sulle mie gambe. Con una mano le accarezzo la pancia. Lei mi guarda. Mi sento strano. Qualche volta fa bene essere felici oppure illuderci di esserlo. Quasi come fosse una soluzione. Quasi come fosse una sfida. Sì, sto sfidando questo mondo. Questa vita fatta di frammenti, briciole, polvere di stelle che sortisce subito il suo effetto e ti rende assuefatto. Non c'è niente che possa continuare a battere in eterno. Non c'è vita che non muoia al primo colpo di pistola sparato dritto nel petto. Ma bisogna provarci, perchè esistono davvero solo tre o quattro cose belle in questo mondo, ma noi siamo così stupidi da distruggerle con le nostre stesse mani. E nei miei occhi... nei miei occhi ci sono le stelle. L'isola che non c'è. I bambini perduti. Le polveri di Fàntasia. La neve in estate. Il sole di notte. Il sorriso di un angelo. Il battito d'ali di una fata. La vita. La vita che mi travolge. La vita, che non è mai sazia di tanto amore. La vita, che a volte te la mette nel culo senza chiederti il permesso. La vita, che ti spinge sotto un oceano di lacrime amare. La vita.
"Hai lo sguardo strano!"
Strano come?
"Ecco.... è come se fossi circondato da farfalle!"
Il Nero ascolta. Ridacchia.
"Perchè ridi?" gli chiede.
"é che non l'ho mai visto tanto rincoglionito e lo conosco da dieci anni, bada bene!"
Io sorrido. La bacio. Le accarezzo una guancia. Lei poggia la sua testa sulla mia spalla. Mi sussurra qualcosa in un orecchio. Non capisco. Anzi, ho capito ed il mio cuore comincia a correre. E corre... corre... corre... corre frenetico. Sembra quasi voglia uscire dal mio petto e finire tra le sue mani. Le farfalle. Le sento girarmi attorno. Posarsi sulla mia testa. Le sento davvero. Le sento. Non riesco più a contarle, ma le sento. E non so spiegarmi tutto questo. Non so spiegarmi perchè lei e non qualcun'altra. Non so spiegarmi perchè la vita tra un'inculata e l'altra, cerca di sorprenderti, cerca di portarti così in alto che tu hai quasi paura di cadere e sul più bello, apre le braccia e ti lascia andare. Ti lascia finire in mille pezzi. In questo momento, non mi frega di quanto mi farò male, perchè io, mi faccio sempre male. E certe volte, mi piacerebbe. Mi piacerebbe davvero non dover dire: "Peccato!". Ma sono me stesso. Nudo. Vivo. Trasparente. Romanticamente convinto di poter plasmare la mia eternità, in questi abbracci. Romanticamente convinto che tutto questo, potrà essere per sempre. Romanticamente convinto che questo sentimento potrà salvarci. Un leggero vento ci sfiora la pelle. Una busta per la spesa bianca ci passa accanto. Il Nero la osserva perplesso. "non è la cosa più bella che abbiate mai visto?" ci chiede. Io comprendo la citazione e scoppio a ridere. Le foglie stanno ritornando verdi sugli alberi. Sento questa primavera aggrapparsi ad una misera speranza di bellezza, cercando di convincermi che dopo tutto ogni cosa si perde prima o poi. Non le credo. Non credo a questa primavera beffarda. Non credo a questa primavera che andrà via sul più bello, senza aspettare un finale degno di nota. Ed intanto guardo l'orologio e mi rendo conto che tra quattro ore, ho le prove generali di uno spettacolo teatrale e per la prima volta, sin da quando ho cominciato a recitare, non me ne frega un benemerito cazzo. 3月14日 No SeNsE 2Terra Blù. Cristina Donà. La musica perfetta per due labbra che si incollano. Restano lì vive, in un agitarsi confuso di sogni che non si riescono a spiegare. Terra Blù. Forse la mia donna ideale è lei. Forse il mio sogno ideale è lei. Anche se ha quaranta anni e non sa neanche che esisto. e se non è lei, allora qualcosa dovrà pur succedere in questa vita. In questo giorno in cui sento l'anima fuoriuscire dal corpo ed è una sensazione così strana. Come abitare al limite tra l'estasi ed il dolore. Come se nulla potesse fermare questo vagare continuo, questa mia follia che ho l'ardire di chiamare amore. Quanti sono i sogni che rincorriamo, Nina? Quante lacrime lasciamo scorrere prima di tuffarci in un mare salato solo per non dover pensare a ieri, quando le onde ci travolgevano e tutto era in bilico? Quando io perdevo l'equilibrio ed il mio silenzio era così vero, che a volte cercava di sfuggirmi di mano ed io, povero coglione, non riuscivo a trattenerlo. Quanta stanchezza nelle mie parole. Quanti sussulti nei miei sguardi consumati. E ieri sera mi mancavano i tuoi occhi, ma tu eri altrove, ed allora, ho cercato di uccidere qualche pensiero con qualche chiacchiera mal riuscita. Sono pazzo. Ti prego, mostrami il sogno che ama di più... Questa ansia che mi spinge e non so dove mi condurrà, mentre vorrei andare lontano sulle rive di quel fiume per lasciarmi annegare in quella dolce malinconia che non sarà mai bella quanto la tua voce che mi sussurra di volermi bene. Dove si nasconde la mia paura di volare? Questo mio amore che brucia, lo senti mentre di scotta il cuore e ti stringe forte come le mie braccia... mentre i miei sogni fuggono lontani. Le mie lacrime che sanno di caramello andato a male. Le parole che non posso dirti. Le parole che mi appartengono in una ninna nanna candida e lentissima ti culleranno quando non riuscirai a dormire e saprai che era tutto vero. Le carezze che più desidero. Il mio desiderio più grande. Sei tu. Sei tu quella parte che mi manca. Sei tu. Solo tu. Vaffanculo. 3月10日 No SeNsEAlzo gli occhi ad un cielo fuori tono in cerca di chiavi di violino. Resto in silenzio. Il cuore batte. Corre. Non riesco a fermarlo. Non ho voglia di parlare. Sono felice. Troppo felice. Non ho mai provato nulla di neppur lontanamente simile in tutta la mia vita. E' come se la mia testa girasse. Come se non volesse più fermarsi. Come perdersi un mondo meraviglioso. Come svanire per un istante e ritrovarsi completamente nuovo. Come chiudere gli occhi e cadere su un materasso fatto di piume. Ed a te, che mi chiedi cosa c'è.... a te, volevo dire tante di quelle cose che ho perso il filo del discorso. Volevo chiederti di mettermi una mano sul cuore e sentire quale è l'effetto... il tuo effetto, mentre penso che di tutto quello che accade nella mia vita, non me ne sbatte un cazzo. Mentre penso che certe cose ti cambiano. Certe persone ti cambiano, ma senza volerlo. Sono talmente contagiose che non esiste una cura per salvarsi dal loro morbo. E ti osservo. Osservo l'ultima luce di un mondo che muore lentamente. Mi ricorderò di te mentre starò per morire. Penserò che ne sarà valsa la pena ed allora, nessuno potrà fermare la mia anima protettrice dal cercarti, dal diventare il tuo angelo custode. Corriamo un po' tutti dietro treni immaginari. E mentre siamo su questa panchina, i miei sogni mi osservano. Mi chiedono cosa sono diventato... forse un uomo. Forse, ma non ne sono poi tanto sicuro. Ti voglio sempre quì, con la tua testa appoggiata sul mio petto, mentre trattengo lacrime di cristallo che cadendo faranno un rumore assordante, un boato dal quale nessuno potrà salvarsi, nemmeno tu. E se mi chiedi cosa voglio, io ti dirò niente, perchè ho tutto. E se mi chiedi perchè ti amo, io ti dirò niente. Mi limiterò a darti la mia anima. Te la lascerò sfiorare con un dito e poi ti dirò: è per questo! Perchè non ho la più pallida idea del perchè tu mi abbia fatto tutto questo. Perchè non ho la più pallida idea del perchè certe persone diventino indispensabili per andare avanti, mentre le stelle cominceranno a cadere durante il giorno... mentre lotterò per poterti portare il sole anche di notte. E non sarò mai stanco. E non spegnerò mai quella luce. E non cercherò mai di distruggerti in mille pezzettini, perchè sei così importante che avrò quasi paura di romperti. 3月2日 CoMpLeAnNo!Notte. Cammino senza pensieri per le strade di questa città per me senza nome. Non ho la più pallida idea di quello che sta succedendo. Non lo immagino neppure lontanamente. Il Nero mi porta in giro. Siamo senza una meta. Mi dice di aspettare. Io non so cosa sto aspettando. Nel frattempo mi parla di cose prive di senso come la preziosa essenza della mescalina oppure di quanto sia bello fumare una sigaretta dopo aver fatto sesso. La vita è strana. Assurda. Conosco il Nero da tre anni, ed ha solo 17 anni, ma è da quando lo conosco che mi parla di sesso. Come cazzo cambiano i tempi. Nessuno di quelli della mia età ha avuto la fortuna di perdere la verginità intorno ai 14 anni. E lui mi parla dell'amore, di sentimenti... mi parla con una maturità assurda. Una maturità che io non avrò mai, neanche ora che ho appena compiuto 23 anni. Non so dove mi stia portando nella sera di questo tiepido primo marzo. Inizio a sentire la primavera. Inizio a sentire l'aria trasformarsi, diventare più positiva. Forse mi avranno organizzato una festa a sorpresa, forse semplicemente stiamo combattendo la noia. Nessuno oggi si è ricordato di farmi gli auguri. Nessuno e sinceramente, non me ne frega un cazzo. E' quasi un mese che non mi frega più un cazzo di niente. E' quasi un mese che mi sento totalmente perso. E' quasi un mese che ho perso il cuore, ma non ricordo dove. Ho controllato ovunque. Non l'ho trovato. E sto ancora cercando. Sono le undici. Il nero guarda l'orologio e mi dice:"Passiamo un attimo dal locale!". Ok. Mi sembra proprio una festa a sorpresa ed io, le odio le feste a sorpresa. Così arriviamo al locale, come sempre aperto. Io entro e come sempre mi ritrovo in una stanza vuota e silenziosa. Per l'ennesima volta dovrò andare in giro per questi 60 mq a caccia di qualcuno. No. Non ci sono feste a sorpresa. C'è lei e questo mi basta. C'è solo lei ed allora credo che non avrei desiderato altro. Il Nero si dilegua non so dove.
"Ho provato a chiamarti... ti ho cercato anche a casa tua, ma..."
Non le do la possibilità di finire. Mi avvicino, la guardo negli occhi e poi le dico "Ti Amo". Per un secondo mi chiedo dove avrò trovato tutto questo coraggio. Dove avrò ritrovato le mie palle rinsecchite. Per un secondo mi sento cadere a picco verso il fondo dell'oceano. Arrivo sino agli abissi più inesplorati. Vedo una piovra, una piovra vera. Mi saluta. Fine della tua amicizia. Poi risalgo a galla. Risalgo in superficie. C'è una spiaggia vuota e lei, solo lei ad aspettarmi. O meglio, ci sono trecento donne nude che prendono il sole e mi chiamano, ma io non rispondo. Non le vedo. Non le sento. E' lei. Solo lei è quello che voglio. Si voglio lei. L'incanto più prezioso su cui io abbia mai posato gli occhi. Il mio fiocco di neve. Lo so, la sto perdendo. Poi mi afferra per la mano, mi guarda negli occhi che le diventano lucidi e mi sussurra: "Anche io... anche io ti amo, ma pensavo che..."
La bacio. Le nostre labbra si incollano. I miei occhi si chiudono, nella stanza comincia a nevicare. Sì, nevica. La neve si posa su ogni oggetto, su ogni superficie, sulle nostre teste incollate. E poi le pareti della stanza crollano. Crolla il soffitto e ci salviamo per un pelo, restando incollati. E gli aerei iniziano a riempire il cielo. Le bombe esplodono accanto ad i nostri corpi, ma niente. Nulla. E' come se non esistessimo più. E' come se la fine di questo fottuto mondo, non ci riguardasse affatto. E' come se avessimo abbandonato i nostri corpi e fuori, tutta l'umanità, sta morendo. Due angeli passano sopra la mia testa. Continuo a tenere gli occhi chiusi, poi tutto si rallenta. Tutto si fa leggero. Sento il battito d'ali di una farfalla. Sento il canto di mille stelle. Non ho più paura di morire. Non ho più paura di me stesso. Non ho più paura di nulla. E ti sento... oh sì che ti sento cara felicità. Ti sento riempirmi il cuore. Ti sento scorrere nelle mie vene. Ti sento bruciare questo corpo inutile, mandare in fiamme il mio desiderio. Ti sento avvolgermi come se non avessi più nulla da perdere. Come se questo fosse l'ultimo secondo della mia schifosa vita. E le mani tremano. E le orecchie fischiano. Ed io ti stringo. Ti tengo stretta per non farti scappare, ti tengo bloccata tra me e la mia anima. Sospesa come un pensiero dolce ma proibito. Come se fossi tutto il mio mondo. Come se non dovesse mai finire. Come se questo attimo dovesse spegnersi. Come se fossi mia, solo mia. E per un attimo mi illudo. Per un attimo mi perdo. Per un attimo sento la cera cadermi negli occhi. Corromperli. distruggerli. Per un attimo credo che se ti perdessi adesso, perderei le mie ali nere. Se perdessi te, la pioggia mi avvolgerebbe. Soffocherei nelle mie stesse parole, mentre lentamente moriranno nel mio cervello. Racconterò favole a chi mi chiederà di volare. Perchè questo è un attimo, solo un misero attimo, e bruceremo anche noi, perchè nessuno stringe la felicità. Nessuno ha la pretesa di essere felice, ma quel poco che basta, non fa che aumentare la nostra fame. E questo amore che brucia, voglio viverlo. Voglio consumarlo. E credo di essere anormale.... ebbene non lo so... mi vedi? Temi?... credi che io ti userò? E perdo colpi. Perdo colpi sul tuo amore. Sulla tua pelle. Su questo sollievo che non so dove ci potrà condurre. |
|
|