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日志


5月24日

PaRiGi 1

E Nina mi rincorre lungo la Senna come se io stessi davvero per suicidarmi. Non capisco. Un mese fa diventavo un puntino all'orizzonte. E lei, non faceva altro che guardarmi  svanire. Diventare piccolo. Invisibile. Mentre quel treno prendeva velocità ed il mio cuore cominciava a tremare. E tu, mi lasciavi andare, come se non ci fosse più nessuna soluzione, come se non ci fosse più un domani. Ma domani è lontano se mi ami ora. Domani è lontano. Mentre i tuoi malinconici occhi verdi stringevano il mio ultimo sguardo. Il mio sguardo migliore. Il mio sguardo di cristallo. Sì, a volte ti ho persino permesso di scivolarci dentro. Di dare un'occhiata a tutto quel regno di stupide cazzate che ho cercato di incendiare. Di dare un'occhiata a quel regno di stupide cazzate che volevo ti appartenesse. Come è strano partire. Cercare di scrivere un sequel della propria vita cercando il più possibile di dimenticare tutto quello  che c'è stato prima. Perchè la vita è un groviglio continuo di storie e conseguenze. Per questo non saremo mai realmente liberi dal nostro passato. Ogni attimo che viviamo, è la conseguenza diretta dell'attimo precedente. Ogni istante che viviamo. La nostra stessa vita è la conseguenza diretta della vita di qualcun'altro. Della storia di qualcun altro. Non siamo altro che conseguenze prodotte da altre conseguenze. Ogni storia che viviamo, non è altro che un intreccio pericoloso di conseguenze che noi ignoriamo. Conseguenze che non saremo mai in grado di domare, prevedere. Possiamo solo subire in silenzio. Aspettare. Illuderci di essere realmente padroni di cambiare gli eventi, le situazioni, le circostanze. La verità è che tutto quello che viviamo, tutto quello che ci circonda, non è altro che una gigantesca reazione chimica preimpostata con risultati già prestabiliti, da quella forza oscura e devastatrice che chiamiamo destino. Ed è assurdo che io ci creda. Io, Sofio 23 anni. Ateo. Schifosamente ateo dalla prima elementare. Schifosamente scettico dalla prima elementare. Credo nel destino. Nel fato. In un ordine prestabilito, chissà da chi. In una sceneggiatura già scritta. E qualche volta, mi sono persino illuso di poter essere il regista di questa pellicola. Qualche volta mi sono persino illuso di poter fare la differenza. Ed ora? Ora, chi glielo dice che questo posto è cambiato? Chi glielo dice che non esiste più una Parigi di ieri, ma solo una Parigi di oggi? Chi glielo dice che di colpo tutto è cambiato, che di colpo torno a credere di vivere in una bolla di vetro, che di colpo, mi sembra non aver mai vissuto un solo attimo, senza la sua anima danzante, senza i suoi pensieri allo zucchero filato, senza i suoi occhi, il suo sguardo che ora sembra appartenermi. La sua pelle che profuma di vita malinconica. Di parole soffuse. Di sogni nascosti, taciuti per troppa paura di fare del male o farsi del male. E Parigi cambia colore. Sei la mia conseguenza inaspettata. Il mio bianconiglio. La mia tenera dipendenza. La mia tenera dannazione. La Senna alle due della notte con qualche musicista fumato, ubriaco, nel suo momento migliore. Nel suo spettacolo migliore. Le parole sussurrate con uno sguardo. Le lacrime dolci di un incontro idealizzato. Sei la neve quando vorresti strapparti la pelle di dosso. Il sole anche di notte. Sei la luna alle dieci del mattino. Le strade  di questa città un po' santa, un po' puttana, che sembra cullarti lentamente mentre dimentichi chi sei tra le pagine di un quadernetto seduto in un vecchio caffè del centro. E ti puoi illudere di non essere solo, ma dopotutto, quì non sembra una condanna. Ed ogni pensiero che hai sprecato, ogni pensiero che hai lasciato libero nel vento, sembra averti raggiunta all'improvviso e mi rendo conto che il presente una volta tanto non è il posto peggiore in cui vivere. E diventi quel senso che avevo perso, chissà quando, chissà dove e tutto quello che mi viene in mente è solo una combinazione assurda di due parole che sembrano aver ritrovato un significato e divento un po' Alice, un po' forse anche colonnello Kurtz, ma a volte rischiare è la maniera migliore per restare vivi, per continuare a vivere, mentre ci sediamo ad una panchina sotto un assurdo lampione e mi allontano da me stesso. E vedo Manuel passarmi d'avanti, guardarmi un istante negli occhi e non dire una parola. Dovrei farlo. Dovrei baciare il colpevole. Dovrei sentire tutta questa vita che ti porti dentro contagiarmi. Dovrei sentire tutto questo colore che ti porti dentro, entrarmi in vena, scorrere. Arrivarmi dritto al cuore. Questa vita che riprende il suo corso. Tutta questa vita che mi rincorre, che mi prende per una mano e poi.... mi trascina. La mia migliore strategia è quella  di amarti, senza pensare. Senza riflettere, perchè so quello che sei, quello che sei stata e quello che sarai. Senza aver paura di sbagliare. Mi viene naturale, mi viene facile. E' l'unica cosa che so fare. E' l'unica cosa che mi importa. E tutto il resto perde il suo fascino attrattivo. La sua forza creatrice. Tu. Il centro del mio cuore andato a male. L'unica parte sana. Non mi manca niente, una volta tanto.  Vorrei tenerti incollata, abbracciata alla mia anima. Vorrei. Chissà se posso farlo.
5月8日

AuToCrItIcA

Avete presente la neve? Sì, avete presente quella polverina bianca ghiacciata, che quando cade ricopre un po' tutto, e tutto lo sporco che c'è sotto, per qualche istante, sembra non esistere più, sembra spazzato via. Avete presente una città innevata nel caldo torrido di un agosto estremo mentre siete seduti su una panchina con un vecchio libro tra le mani, che se potesse parlare, tutto quello che avrebbe da dirvi, sarebbe una gran voglia di essere lasciato in pace, su uno scaffale? Davvero, non avete mai vissuto in un agosto gelido, quando tutto il vostro corpo, la vostra anima, comincia a tremare e voi non sapete proprio come fermarvi. E vi guardate attorno e tutto quello che vedete, sono ragazzini in t-shirt e pantaloncini  che sembrano vivere al centro della terra. Io non so quando tutto questo è cominciato per davvero, quando ho cominciato a tremare sul serio, mentre qualcuno con due dita mi sfiorava il cuore. Lo vedi Sofio? Quella che tu chiami paura, non è nient'altro che una stupida opinione. Una questione di punti di vista troppo complessi perchè tu possa capirci davvero qualcosa. Quella che tu chiami paura, qualcun'altro la chiamerà immaturità oppure omosessualità repressa e tu starai lì, fermo, come un povero babbeo, come un gorilla allo zoo che fissa perplesso un bambino al di là della sua casa fatte di sbarre. e tutto quello che ti verrà in mente, sarà una domanda. La solita domanda che non puoi fare a meno di farti. Perchè? Perchè sentirsi addosso il terrore allo stato puro, quando sai, che alla fine, non è accaduto nulla di rilevante. Sì, cosa è accaduto davvero Sofio? Domani mattina gli oceani si prosciugheranno? I venti si placheranno del tutto? La terra si bloccherà dal suo continuo girare ed affonderà nell'infinito cadendo in un'assurdo pozzo senza fondo, in un lago di stelle infiammate che prima o poi si spegneranno? Vuoi un'altra banana?Il problema, è che tu, per qualche istante, ci hai creduto. Ci hai creduto davvero quando lei ti ha detto di non amarti. Di non averti mai amato. Di amare tuo fratello. Di esserci andata a letto svariate volte, perchè tu, caro Sofio, sei troppo  romantico, troppo luna di fragola e nuvole di panna per essere un vero uomo, per sbattere contro un muro una donna, e dimenticarti per un po' di tempo di non essere un uomo, ma un animale. Una bestia in calore. Un lupo affamato e famelico. Un orso. Ma cosa credi, che il mondo, le civiltà, l'arte dei grandi , siano state davvero costruite attraverso una poesia? Va bene essere romantici, ma privi di passione... Forse dovevi ribaltarli più spesso i sedili della tua vecchia Tipo rossa che ha visto più battaglie di quel vecchio Barzini che ti hanno costretto a studiare per quell'esame inutile. Forse avresti dovuto mettere da parte le cenette a lume di candela su una spiaggia e le canzoni alle cinque del mattino, con la voce completamente stonata, perchè, vedi, a nessuno interessa davvero cosa cantava Lou Reed in quella vecchia canzone o se egli desidera davvero il tessuto del cielo. Ci hanno già rotto i coglioni a scuola con questa roba, vuoi mettertici pure tu ora? Vuoi una nocciolina? Quando lo capirai che il romanticismo annoia e pure parecchio? Sofio, quando ti risvegli da tutto questo torpore e smetti di fare il bacio Perugina? Non lo capisci proprio. La maggiorparte della gente, quella frase la legge di sfuggita, quello che vuole, è il cioccolato!!!! Vuoi che ti appendiano il copertone di un fuoristrada, così ti diverti un po'?