5月17日
Le frustrazioni del sabato sera. Arrivano sempre. In un paesino così piccolo arrivano anche prima. La mia bocca è secca per la tante spiegazioni che il mondo esige dai miei pensieri incolti. Vivo in quella dimensione che si trova "ai confini della realtà". E tu, stamattina, non passerai. Guarderai fuori da un finestrino troppo sporco che non pulirai. Con il un dito raschierai via la fuliggine disegnando un smile. Ecco cosa sei. Nella mia vita, nelle mie parole. Ecco cosa sei. Piangeranno ancora i salici in primavera? Oppure il vento porterà via tutte le lacrime? La mia vita ogni giorno, è una mattinata come tante. La mia vita ogni giorno, è un ritrovo perverso di follia. Megalomani. Esaltati. Esseri deliranti di onnipotenza. Una settimana che comincia sempre con la speranza che il sabato tu possa essere da qualche altra parte. Magari davvero nei caffè di Parigi o sul porto di Amsterdam. Ma non mi emoziona il tramonto ormai da un bel pezzo. Ci rimangono male tutti. Ci restano secchi. Ma la domanda è: Chi sono? Chi sono davvero? Chi sono per mia madre? Chi sono per i miei amici? Chi sono per te, che mi hai piantato come un seme ed ora mi lasci crescere da solo? Chi sono per me stesso? Questa è la domanda migliore di tutti. Qualcuno sa davvero chi è per se stesso? La mia dentista, vorrebbe che io vivessi solo in funzione dei suoi appuntamenti. La mia dentista vorrebbe che mi si cariassero i denti ogni giorno. La mia dentista non mi lascia più andare. La mia dentista è fuori di testa. Pensa che una lampada al venerdì possa salvarla dall'oblio desolante dei Lions Club. La mia dentista dovrebbe ubriacarsi una volta o l'altra. Devo rispondere a tutti. Ad ogni cosa. Ma io vorrei essere muto. Non vedete che non parlo senza retribuzione fissa? Non vedete che sono lontano dalla logica consumistica di una vita preconfezionata? Sto raccogliendo i cocci di una vita frantumata. Li sto raccogliendo tutti. Li sto raccogliendo anche per te, perchè ci credo. Non te ne accorgi? Voglio tornare indietro. Voglio indietro la mia adolescenza di coriandoli e metallo. Rivoglio gli Skunk Anansie. Rivoglio Dookie. Rivoglio Bruce Dickinson. Rivoglio i miei capelli che mi sfiorano il culo. Rivoglio la mia coperta di Linus. Rivoglio Snoopy. Rivoglio il mio gatto ancora piccolo. Rivoglio Germi e Hai paura del buio. Rivoglio. Rivoglio. Rivoglio. Non ti danno indietro niente. Si va solo avanti. Avanti. Avanti. Sino all'alba del giorno dopo. Sino alla prossima stazione. Non si scappa. Non si scappa più. Ma vorrei un mondo diverso. Una vita diversa. Domani mi alzo nuovo. Domani. Le frustrazioni del sabato sera. Arrivano quando meno te lo aspetti, secondo una logica preordinata di eventi che a noi è ignota. Ancora una volta. Voglio un'altra stronza rivoluzione... Cado giu. Ho un po' paura. Cado giù.