9月17日
L'estate che mi porta via un po' di lucidità. Le strade sempre uguali di un posto che mi ha visto crescere non cambiano. Le mie mani invece sono ancora un po' più grandi di come le ricordavo. Mi è capitato spesso di perdermi, immaginando che stessi volando su uno spazio indefinito. Le cose che tornano. Parigi. E' un remake, ma migliore dell'originale. Un po' torno indietro di un anno quando in questi posti tu eri solo un fantasma. Le cose che non muoiono. Ricordi? Me lo hai detto tu che non possiamo mai programmare le cose più belle, che a volte ho bisogno anche io di un po' di casualità, ma non lo do a vedere. E dove sto andando? I miei occhi adesso piangono per gioia inaspettata. Sto sognando con le tue labbra sui miei occhi. Non potevo dirlo. Non potevo sapere come avresti sciolto la triste cera di una candela mangia fumo alla noia. Ora so già da un po' di tempo che se non riuscissi a sentire la tua vita scorrermi dentro, mi spegnerei. Ed allora a volte avremmo solo bisogno di fuggire. Da tutto. Da tutti. Dal mondo che ci insegue. Avremmo bisogno davvero di lasciarci trascinare. Lasciarci spingere. Torno indietro ogni giorno con la memoria affinchè il momento seguente sia migliore di quello prima. Salvami se puoi. Tu che conosci le mie camere oscure in cui sviluppo frammenti del nostro passato. Come potevamo essere così lontani se adesso siamo così vicini? Come potevo vederti senza sfiorare le tue parole di cristallo? E tutto passa. Noi passiamo. Siamo lontani dal centro del nostro inferno. Grattacieli invisibili assistono al nostro spettacolo. Sono felice. Lo avresti detto? Tienimi stretto, prima che il vento mi allontani. Tienimi stretto. Io non ti lascio andare più.